
La conta
venerdì, 16 gennaio 2009
Il libro mortale -capitolo 11-
Riuscirò mai a giungere alla conclusione di questa storia?! E' che mi vengono in mente un sacco di gag comiche e non posso che inserirle! Uff... confido di sistemare la cosa in un massimo di cinque capitoli... ci riuscirò?!
Mi sono persino informata sul carattere di Edward Cullen, figurarsi, comunque non avendo letto Twilight credo che il suo personaggio in questa storia si riduca ad un semplice stereotipo di eroe ricco e vamp. Una controparte interessante per HP. Ron, poverino, si esaurirà prima della fine della storia continuando così. Questo è tutto per ora... Buona lettura. ^^
Capitolo 11
I Doni della Morte.
Saint Wizard era un cimitero davvero incredibile, si ergeva per ettari in un intricato dedalo di lapidi e statue –alte, basse, grasse e magre, alcune avvolte in elaboratissimi panneggi altre a cavallo di creature leggendarie– e ovviamente nessun babbano aveva mai pensato di varcare il suo cancello di ferro battuto.
Sotto il cimitero correva un labirinto di cripte che, vociferavano i maghi più anziani, conducesse in ogni dove tra il centro di Londra e la sua periferia. Ora, diciamo che a noi tutto questo riguarda abbastanza poco, ma comunque mi andava di raccontarvelo così, per tenervi un po’ sulle spine.
Sia come sia, C–Ed, stava lì a qualche passo dalla statua dei Potter e vaneggiav… mormorava tra sé frasi che il giovane Harry non riusciva a comprendere.
–Oh, Bella! Amata Bella, adorata Bella! Non posso che pensarti, i tuoi capelli profumano di fragola, le tue labbra di ciliegia, il tuo ombretto di amarena. Vorrei soffermarmi a lungo sulla tua pelle di pesca…–
–Accidenti, è innamorato di una macedonia questo.– scuoteva la testa Ron.
–A me sembra così romantico…– sospirava invece Ginny, –Non avevo mai visto Cedric sotto questa luce.–
–Oh, Bella! Come ti amo! Ti amo tanto da desiderare il sapore del tuo sangue…–
–Romantico, eh?– ridacchiava Ron.
–Beh… un po’ inquietante, ma…–
–…e vorrei assaggiare ogni parte di te! Ogni volta che ti vedo e ti penso vorrei sbranarti, amatissima Bella!–
–Dicevi?–
–Lasciamo perdere…–
Nel frattempo Hermione si era rassegnata al fatto che il suo gatto non sarebbe andato da nessun veterinario e per consolarsi (?) aveva estratto un volumetto di Evangelion dalla borsa e aveva ripreso a leggere.
–“Legati a Parole eventi inclementi e ‘sì strani incidenti.”– le sfuggì.
–Come dici?–
–Strano...– Hermione scosse la testa.–Stavo per iniziare a leggere, poi ho notato che all’interno di uno dei volumi ereditati da Silente c’è questo segnalibro…–
Hermione mostrò il segnalibro a Ron e Ginny.
–Carino… è plastificato.– disse Ron, cercando di mostrare interesse. –Ed ha il cordoncino di cotone.–
–Non hai capito Ron… Leggi cosa c’è scritto sopra.–
–Dunque… qui dice:
“Legati a Parole eventi inclementi e ‘sì strani incidenti.
E il vuoto nel cuor del Fulminato da qui sarà decretato.
Cadranno sia Luce che Oscurità e il futuro si spegnerà.
Al Male colpa della caduta, al Bene la sconfitta ricevuta.
Oltre lo scalpore ci sono –come in Golem– solo parole.”
Beh, è strano. Non è affatto il classico aforisma da segnalibro, ma del resto Silente non aveva niente di “classico” a parte la barba.– concluse Ron.
–Credo che questo segnalibro non sia qui per caso, deve fare parte anch’esso dell’eredità.– rifletteva Ginny.
–Lo credo anche io, forse si tratta di un indizio. Leggendolo bene suona molto come una profezia…–
Harry sentiva il ruolo di protagonista scivolargli tra le dita ed era ben deciso a vendere cara la parte.
–C–Ed! Perché sei qui?– chiese ad alta voce perché tutti lo sentissero. –Perché non ci hai avvertito che eri ancora vivo?–
E questo sì che gli fece guadagnare l’attenzione generale: per la prima volta dall’inizio del libro mortale Harry aveva fatto un’osservazione intelligente.
C–Ed lo fissò lungamente con il suo sguardo penetrante da vamp–hero.
–Credevo che dopo la mia morte durante il Torneo il mio ruolo in questa saga si fosse concluso, conducendomi verso quello più retribuito di super–sex–appeal–eroe–vampiro–vegetariano(permododidire). Nonostante l’approvazione di tutte le mie fan e il clamore di milioni di fan girl minorenni nel mondo, mi sbagliavo. C’è ancora qualcosa che devo fare prima che la mia stella possa splendere appieno adombrando del tutto la tua, come è giusto e come sarà, Harry Potter.–
Ed Harry iniziava a pensare che da morto Cedric non era più molto simpatico e si guardava attorno per vedere se c’era una bella croce o un paletto di frassino con cui rimediare…
–Inutile, Potter, leggo nel pensiero. E poi potresti farti male…–
Cedric trovò questa sua affermazione molto divertente perché iniziò a ridere sommessamente.
–Scusa, ma potresti non tirarla troppo per le lunghe, per cortesia?– intervenne Ginny. –Ok che sei un vampiro e quindi hai un sacco di tempo da perdere, ma noi non abbiamo tutta l’eternità qui, eh!–
–Approvo. Dicevamo… perché sei qui?– chiese Ron a cui un protagonista vanesio bastava e avanzava.
–Io e Bella eravamo in vacanza in una delle molteplici tenute inglesi della famiglia Cullen, che come potete immaginare è incredibilmente ricca,– Ron non riuscì a trattenere un sospiro –cercavamo un posto romantico e per caso girando per delle rovine ci siamo imbattuti in questa.– C–Ed estrasse un oggetto squadrato avvolto in un telo rosso sangue e lo porse a Harry. –Lei ha detto: “Ma questa roba è da Fulminati” e io ho capito dovevo consegnarla a te.–
–Ah, beh. Sposatela ‘sta Bella, guarda. Siete fatti l’uno per l’altra.– biascicò Ron innervosito.
–Sì! Sì! E’ di certo così… mh… coso… com’è che ti chiamavi?–
–Ronald, maledizione! Ronald Weasley.–
–Bene, dicevo… hai assolutamente ragione Ronald Maledizione Weasley.–
Il viso di Ronald divenne per un attimo dello stesso colore dei capelli, poi afferrò il braccio di Hermione: –Vieni, andiamo dal veterinario.– disse cercando di riprendere il controllo della situazione.
Ma proprio allora…
–I Doni della Morte.– disse Harry.
E la situazione precipitò…
Continua?
giovedì, 25 dicembre 2008
Il libro mortale -capitolo 10-
Buon Nataleeeeeeeee!!
Ed ecco qui il mio regalino! ^_^
Spero vi diverta!
Capitolo 10
All’Ombra della Luce. Detesto i giochi di parole.
-Possibile che tu sia…- Era certo di conoscere quella voce.
-Il mio nome? Io… Io sono Ansem.-
-A… Ansem?- Severus boccheggiò. –Ma a chi vuoi darla a bere?! Guarda che ti ho riconosciuto e ti spunta anche la barba! Perché ti sei vestito da pezzente, adesso?-
-Tks! Sei invidioso perché solo tu vuoi essere quello tenebroso, Severus.- l’uomo vestito da pezzente incrociò le braccia sul petto con fare offeso.
-Dopo quella perfetta boiata dell’anello che ti sei messo e che a momenti ti ammazzava e l’immensa pagliacciata che mi è toccata in quella torre, per non parlare di quegli scandali postumi sulle tue relazioni extrasponda con non so che cattivo… ora anche questo? Togliti quel cappotto assurdo e quegli stivali tamarri!- sbraitava Severus esasperato additandolo.
-Non posso. Sotto sono nudo!-
-Basta! Questo è troppo! Poi non venire da me a lamentarti dei siparietti comici che girano su YouTube, allora! Non ne posso più, Albus, io….-
-Stttttt!!!! Zitto, che ti ho detto che mi chiamo Ansem!-
Severus sbuffò e alzò gli occhi al cielo. -Aspetta, come è che li chiamano quelli come te…? Ah, sì. Otarie!-
-Otaku.-
-E’ lo stesso, a chi vuoi che freghi che non sei morto ormai? Voldemort è più gioviale di un banshee in un cimitero. Se vai su ti fa anche le feste.-
-Questo significa che le Profezie si sono quasi compiute tutte.- Albus si abbassò il cappuccio scoprendo il volto improvvisamente serio. –Non abbiamo più tempo da perdere, Severus!-
-Hai già un piano?-
-Come ti ho già detto, ti mostrerò la vera forza del tuo cuore. Ma dovrai seguirmi.- e con un incantesimo il vecchio Preside aprì un passaggio segreto. –I sotterranei di Casa Malfoy ci condurranno esattamente alle Cripte del Saint Wizard. C’è qualcuno che dobbiamo incontrare.-
Severus non era sorpreso. -Sai come interferire con le Profezie, quindi?-
-Sì. Suppongo che tu abbia già trovato la prima.-
-Conosci la sua corretta interpretazione?-
-Me ne sono fatto una vaga idea.-
Severus sorrise, un’idea ce l’aveva anche lui e decisamente non vaga. Chissà solo, se era la stessa di Albus. -Sai dove trovare le altre?-
-Sì. Una è sigillata in una di quelle strane… emh… palle luminose custodite sotto al Ministero. Un'altra l’ho affidata ad una persona di fiducia.-
-Dimmi che non è Potter.-
-Ehi, ma ti sembro del tutto idiota?!-
-Beh…- Severus parve per un attimo imbarazzato. -Quel vestito non aiuta…-
Nel mentre al piano di sopra…
-Questa volta lo dico con certezza! E’ stato il Maggiordomo!-
-Il colpevole è sempre il maggiordomo.-
-Dici così perché non vuoi che vinco io una volta tanto!-
Niente. Stavano ancora giocando a Cluedo.
Continua?
venerdì, 19 dicembre 2008
Ed ecco qui il primo aggiornamento del postesi del Gufo, anche se sono sempre piena di impegni, ormai il libro mortale devo finirlo! Scrivendo questi ultimi due capitoli (il 9 e il 10) mi sono molto divertita, quindi spero che vi piacciano nonostante la storia diventi sempre più strana e implausibile.
Capitolo 9
Cucchiaio. Candelabro. Profezia! Il Vecchio che veniva dalle Ombre.
-E’ stato il Colonnello Mostarda, con il cucchiaio, in bagno.-
-Con il cucchiaio, vostra paurosità?-
-Beh… forse l’ha trasformato in un candelabro prima per non lasciare tracce.-
-Giusto! E’ geniale!-
-E con che stile lo ha capito, oscurissimo.-
-Eh, lo so! Signori si nasce, oscuri si diventa.-
Ostentata ammirazione si levò per il salone di casa Malfoy quando ormai Severus Piton era ridotto ad essere l’ombra di se stesso. Non che soffrisse di un’improvvisa inappetenza, ma stava cercando di non farsi vedere troppo in giro.
A seguito della merendina l’Innonimabile Portatore di Sventure Assortite aveva insistito per giocare da tavolo. Quindi la combriccola si era data al Cluedo. Severus era ben deciso a mantenere alta la bandiera della sua dignità e si era categoricamente rifiutato (nonostante le proteste adolescenziali del Lord Nero) di prendere parte ad un simile scempio rifugiandosi nella biblioteca.
Si è forse mai accennato alla famosissima biblioteca Malfoy? E’ celebre in ogni stato per contenere testi così rari da essere unici al mondo e così vasta da contare più iarde dello York Shire, naturalmente i Malfoy, ancora più rinomati per la loro generosa nobiltà d’animo, avevano vietato la consultazione a tutti coloro che non fossero i Malfoy, parenti dei Malfoy o (in qualche remoto caso) amici dei Malfoy.
In pratica nella biblioteca non c’era mai nessuno tranne Severus, che nel suo vagabondare, circa venti anni orsono, aveva scoperto delle imperscrutabili Profezie di Madame J.K., aveva anche cercato di saperne di più con l’aiuto di Lucius, però, di lì a poco una serie di eventi -che conosciamo con i nomi di Draco e Harry- avrebbe scosso i due, che si sarebbero completamente dimenticati della cosa, almeno fino ad oggi.
Il lugubre nuovo Preside di Hogwarts leggeva freneticamente, cercando una smentita ai suoi sospetti. Perché ovviamente Piton si era fatto un’idea ben chiara di quanto stesse accadendo: lo stato in cui languiva Voldemort non era una passeggera decerebrazione consequenziale alla caduta, ma un qualcosa di ben più pericoloso e con ogni probabilità… contagioso.
Dentro il suo cuore sapeva che non avrebbe scoperto nulla di buono, probabilmente il Sommo Orripilatore covava la sua malattia già da un po’ e Piton già si rammaricava di non aver compreso prima quanto stesse accadendo. I sintomi erano chiari da anni ormai: probabilmente sin da quando l’Oscuro aveva cominciato per ragioni dubbie a vivere sulla testa di un mentecatto nel primo libro, o nelle innumerevoli volte in cui aveva affidato le sue sorti a quel ratto di Minus, oppure quando aveva organizzato quella ridicola trappola della Coppa Tre Maghi che Furono Quattro, in cui nessuno all’infuori di un decerebrato come Potter sarebbe potuto cascare. E quante volte Voldemort avrebbe potuto uccidere Harry, ma inspiegabilmente non ci era riuscito? Non potevano essere tutte coincidenze.
Finalmente Piton trovò ciò che stava cercando le Profezie di Madama J.K. Pagina 758, tomo 36, inserto in edizione limitata -3 copie- del sempre attuale Profezie per ogni Apocalisse, così recitava:
“E verrà il giorno che non sarà notte...”
-Beh, se è giorno…- l’inizio non era dei migliori.
“sarà allora che le mie Profezie si compiranno.
Antichi cimeli per mano di un morto in vita,
giungeranno al Fulminato. Il sole calerà al Tramonto…”
-Ma và…- decisamente non era la Profezia migliore che avesse mai letto.
“e in quella notte la magia cesserà di scorrere.
Guardate ai segni: vi anticiperanno la caduta.
Mentre l’Oscurità albeggia di Luce
morìa sarà di maghi, la causa cercata nel Male,
in questo destino ilare ha sue radici.
Questo l’Inizio, questa la Fine.
Madame J.K.”
-Maledizione! Interpretare queste profezie non sarà facile…- stava dicendo Severus e subito mise mano a pergamena e calamaio, ma d’improvviso una voce profonda riempì la stanza:
-C’è così tanto da spiegare. E tu… capisci così poco.-
-Ma che diamine….?!-
-Ricorda alla fine, il Regno dei Cuori non è di Oscurità. Oltre la Porta vi è la Luce.-
-Questa voce…- Il mago si guardò attorno sconvolto, ma non vide nessuno. –Svelati!-
-Io sono qui per mostrarti la vera forza del tuo cuore.- disse una figura ammantata di nero sbucando dalle ombre degli scaffali. Stivali neri, cappottone tattico e il cappuccio calato sugli occhi, si mise in una posa plastica e protese una mano verso Severus. –Una volta toccati dall’Oscurità non si può tornare indietro!-
-Possibile che tu sia…- Era certo di conoscere quella voce.
-Il mio nome? Io… Io sono Ansem.-
Continua?
domenica, 23 novembre 2008
Le notizie recenti per quanto bislacche, mi hanno fatto venire la voglia di scrivere e quindi ecco qui! Il gifo aggiornato!
Spero che l'ottavo capitolo del Libro Mortale vi piaccia, sono piuttosto soddisfatta devo dire dell'inatteso colpo di scena che lo conclude!
Harry Potter e il Libro Mortale
-Il libro fillet di HP-
Capitolo 8
L’amico Ritornato.
Un nuovo lutto aveva colpito l’Ordine della Fenice, la notizia della precoce dipartita della zia babbana ultracentenaria di un cugino di secondo grado di Tonks si era abbattuta su loro. Stoicamente cercavano di andare avanti, il tempo per piangere era poco e mamma Weasley aveva fatto in fretta e furia un incantesimo al povero gatto di Hermione, che era stato investito proprio davanti a casa Black. Il grosso micio era ancora vivo, ma non era tanto vegeto visto che era rimasto un po’ stranito dal brutto incidente e ora camminava solo di lato.
Hermione ancora singhiozzava e Ron si prodigava per cercare di calmarla, mentre i gemelli prendevano appunti sulle strane reazioni del gatto che ora ruggiva a chiunque osasse sfiorargli la coda.
-Interessante, scrivi Fred, è un gatto mutante!-
-Io sono George,sei tu Fred! Ma questo gatto è strabiliante...-
E così, vaneggiando, scrivevano appunti su appunti e tiravano la coda del gatto che piano piano iniziava a mettere su anche un accenno di criniera.
Hermione finalmente si riscosse dallo shock e prese una decisione: -Forse è meglio portarlo dal veterinario.-
-Va bene, ti accompagno!- si premurò Ron, prendendo la solita polvere magica e andando verso il camino. Ma Hermione scosse la testa.
-Preferirei camminare un po’, andiamo a piedi.-
I due si guardarono per un secondo negli occhi e la speranza di una passeggiata romantica li attraversò come un fulmine, che però cadde lontano, perchè Harry nel vedere le atmosfere virare al pastello non potè che intromettersi.
-Vengo con voi!- esclamò. –Con me sarete più al sicuro.-
-Se lo dici tu...- brontolò Ron.
-Emh... grazie Harry.- biascicò Hermione.
-Vi faccio compagnia. Due passi mi faranno bene.- si fece avanti Ginny.
I gemelli osservano tristi la loro cavia -il gatto- venire infilata in una gabbietta e i quattro uscire di casa, circondati dall’alone di emosità emanato perennemente dal Potter superstite.
Hermione e Ron avevano visto sfumare l’occasione di stare un po’ da soli, ma quello che non si aspettavano era la serie di inattesi avvenimenti che quell’uscita avrebbe scatenato.
Perchè, mentre erano ad un isolato dal veterinario, ad Harry venne voglia di andar a visitare la tomba dei suoi genitori.
-Capisco i tuoi sentimenti, Harry. Però... non possiamo andare prima dal veterinario?-
-No, sento che devo andare adesso!-
-Ma se in diciotto anni non ti è mai venuto in mente!-
Harry guardò Ron deluso e immancancabilmente prese a massaggiarsi la cicatrice. –C’è solo il dolore di questa cicatrice! Non c’è affetto nel mio passato, solo il ricordo di un bagliore verde e questo dolore, che scorre fino alla mia anima e...-
-Ok, ok. Andiamo al cimitero.-
Per fortuna il famoso cimitero monumentale di Saint Wizard, di cui nei libri precedenti non si era mai parlato, era proprio lì vicino e i nostri eroi non dovettero fare molta strada.
Proprio al centro del cimitero si ergeva la statua in onore di James e Lily Potter, ma quello che sorprese i quattro ragazzi non fu la bellezza dell’opera, nè l’epitaffio dai toni misteriosi, che di certo celava qualche indizio fondamentale, perchè non lo lessero mai. Quello che li sorprese fu chi stava davanti alla statua, con l’incarnato pallido e lo sguardo perso nel vuoto.
Harry lo riconobbe subito! Quante volte lo aveva pensato con rimorso, la notte, quando era da solo nel suo letto? Gli corse incontro sconvolto.
-Ma stiamo cadendo nello shonen ai?- Ron si grattò la testa perplesso.
-Mah, ormai mi aspetto di tutto.- sospirò Hermione lanciando un occhiata preoccupata al suo gatto.
Ginny sentì un brivido correrle lungo la schiena.
-Sei proprio tu...?- quasi urlò nel pronunciare il suo nome. –Cedric!-
Quello, che sembrava proprio Cedric, si girò appena con aria assente.
-No. Non sono io.- disse, assaporando ogni parola come fosse venuta da lontano.
Harry lo osservò bene, a pochi passi da lui c’era Diggory, il suo amico-rivale che non era riuscito a salvare tempo prima da uno dei soliti tranelli di Voldemort.
-Non mentire! Io non posso sbagliarmi... la tua voce, il tuo viso, il tuo corpo, sono quelli di Cedric!-
-Yaoi e pure spinto mi sa.- Hermione alzò gli occhi al cielo. –Ci mancava.-
Ginny che, giustamente, si iniziava a sentire rimpiazzata dal primo venuto, si fece avanti e affrontò il sedicente amico: -Ora basta! Sei o non sei Cedric Diggory?-
-Non lo sono. O per meglio dire non lo sono più.- sospirò con voce impostata il ragazzo e si specchio nell’ottone lucido della statua, cercando di scorgere il proprio riflesso con fare vanesio. –Cedric Diggory è morto, quel giorno... nell’epilogo della Coppa Tre Maghi Che Furono Quattro. –
-Eh, mi pareva, infatti.- annuì Ron.
-Ma allora chi sei tu?-
Il giovane che non era Cedric fece scorrere due dita sulle labbra esageratamente rosse e sorrise scoprendo due canini appuntiti: -Edward. Edward Cullen mi chiamano ora.-
Tutti lo fissarono esterefatti.
Ron sospirò: -Un nome dannatamente gay.-
Continua?
Ps: Assicuro alle fan di Twilight che non ho assolutamente niente contro i loro amati vampiri. Ron, guarda che C-Ed non è gay! X°DDD
sabato, 22 novembre 2008
CIIIIIIIIIIIAAAAAAAAO!
Eccomi qui per garantire ai pochi utenti restanti di questo blog che sono in vita e godo persino di buona salute! ^_^ Causa tirocinio, tesi, laurea, svarioni, reiki, studio, concorsi (vi sembra poco? X°DDD) sono scomparsa dal panorama internettiano. Mi spiace lasciare questo blog abbandonato a se stesso, ma arrivo solo dove posso, anche se il mio Gufetto mi manca!
Iniziamo dunque con due notizie, una buona e una cattiva:
Notizia buona ---> Ho l'idea per il prossimo capitolo, appena avrò un secondo scrivo e ci si avvia verso la conclusione del Libro Mortale, per ritornare ai vecchi toni fumettosi del gufo! ^^ EVVAIIIIII!!!
Notizia cattiva ---> girovagando per il web, per splinder suppongo, potreste trovare dei commenti che riportino il mio nome (cioè firmati da Sammy o Sammychan, ma senza login) dai toni aggressivi o coinvolti in non ho ben capito quale casino a base di plagi. Una cara amica mi ha segnalato questo problema, sapendo che non sono solita infilarmi in diattribe di questo tipo. Garantisco quindi la mia totale estraneità dai fatti, non so nulla di plagi di fict di HP e non voglio sapere niente. ^__________________^"
Posso dire che il libro mortale e l'intero gufo sono un caso particolare, di solito non faccio fan fiction e meno che mai ne leggo, chi mi conosce lo sa: sono troppo pigra. Figurarsi quindi se ho preso parte a un flame di (mi dicono) 1000 commenti! Avendo tutto quel tempo a disposizione continuerei il gufogame, parola di... beh... Sammy!
Bene direi che questo è tutto.
Appen sistemo la questione tesi, portiamo avanti il libro mortale e riprendiamo con il gufo! ^^
Un a bbraccio a tutti voi, pazienti amici di questo piccolo Gufetto!
Luna piena!
Non posso garantire una precisa periodicità dei post, anche perchè dovrò darvi il tempo per giocare! In ogni caso mi impegnerò al massimo!
Giocate numerosi!!!
Non solo fumetti!
Grazie per aver giocato a...
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C r e d i t s
Ringraziamenti...
Ringrazio Lauchan grazie alla quale mi sono avvicinata all'Html, che mi faceva una paura boia.
Ora il mouse morde un pò meno!
Ringrazio Graficamente per aver messo a disposizione i Tutorial che mi hanno permesso di elaborare questo Blog.
Ringrazio Lele per avermi tradotto stralci di testo dal linguaggio internet allo slang sammese.
(Per esempio:
uppare=schiaffarci là dentro un'immi)
Ringrazio tutti voi che giocate con me
e fate vivere il Gufogame.
Disclaimer...